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La giusta combinazione degli alimenti

La giusta combinazione degli alimenti

Terminare il pasto con un pezzo di formaggio o con una macedonia fa parte delle abitudini alimentari più comuni, così come un pranzo con tre o quattro portate che magari prevede carni e uova, latticini e affettati. Niente di più sbagliato secondo i principi del mangiare sano che pongono l’accento sulle corrette combinazioni alimentari. Ne parliamo con Agostino Gazzurelli, naturopata, che in linea con l’eubiotica di Luca Pecchiai, ovvero la scienza del vivere bene in armonia con le leggi della natura, affianca da anni ai rimedi fitoterapici le indicazioni per un giusto nutrimento, che non affatica l’apparato digerente, accelera il metabolismo e permette un più semplice controllo delle calorie. «L’uomo nel corso del tempo ha selezionato in modo spontaneo l’alimentazione corretta», spiega l’esperto. «Il risultato è quella che si chiama dieta mediterranea e che poi la scienza ha dimostrato essere la migliore per l’equilibrio del nostro organismo ed è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio intellettuale dell’umanità».

Al centro di questa alimentazione ci sono i cereali integrali e le verdure, mentre in termini quantitativi è ridotto l’apporto proteico. Se pensiamo invece ai pasti più comuni, il rapporto si capovolge e a farla da padrone sono proprio le proteine. Iniziando dalla prima infanzia. La maggior parte delle persone di mezza età sono state svezzate con pappe a base di brodo di carne, a cui veniva aggiunto un omogeneizzato e magari un’integrazione di formaggino. Per fortuna le indicazioni pediatriche ora hanno in parte corretto questa modalità, che va a sovraccaricare il fegato ed è l’anticamera per l’obesità. Lo stesso errore lo ritroviamo in molti piatti comuni, che abbinano diverse fonti proteiche e sono ricchi di grassi.

«Occorre innanzitutto passare dalla filosofia del pasto multi-portata al monopiatto, tenendo conto del giusto abbinamento dei cibi», ammonisce Gazzurelli. «Questo perché le associazioni incongruenti di cibo innestano la cosiddetta digestione competitiva, che genera come primo sintomo l’acidità di stomaco, la quale causa uno spreco di nutrienti, che non vengono cioè assimilati, e una flora fermentativa (gas intestinali). Altro effetto più a lungo termine è l’acidificazione a livello metabolico, che affatica il lavoro dei reni e del cuore e ci rende più vulnerabili alle malattie».

Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono queste errate combinazioni. Le proteine animali non vanno abbinate con gli amidi (come per esempio nella pasta al ragù arricchito con salsicce); diverse fonti proteiche non devono essere combinate tra di loro (come in un omelette con formaggio e prosciutto, o una fettina di gorgonzola dopo la bistecca). Altra combinazione scorretta è quella tra grassi e proteine (burro con carne), bevande acide come il vino o il succo di limone e le proteine e gli amidi; quindi niente di più sbagliato per il nostro sistema digerente di una pizza al prosciutto innaffiata con una birra. Altro errore è mangiare la frutta o un dolce a fine pasto. Se si ha ancora fame, meglio fare il bis di uno stesso alimento che aggiungerne uno diverso.

«Oltre al rispetto delle giuste combinazioni in generale è bene evitare zuccheri raffinati, cibi industriali e non biologici», continua l’esperto. «Meglio preferire i cibi integrali e non quelli che hanno subito un processo di raffinazione che li ha impoveriti e che poi vengono arricchiti con additivi sintetici, come per esempio il latte a lunga conservazione integrato con calcio, o il sale iodato al posto di quello marino integrale.

Anche l’eccesso di proteine animali è dannoso. «Il nostro corpo ha bisogno di venti aminoacidi, otto dei quali sono essenziali e contenuti anche nei legumi», precisa il naturopata. «Pensiamo al tipico monopiatto della dieta mediterranea, cioè pasta e fagioli o riso e lenticchie. Sono tanti i vantaggi: i legumi si assimilano meglio della carne, non hanno sostanze di scarto, non contengono grassi, sono più digeribili, non acidificano, danno un maggiore senso di sazietà. Questo tipo di piatto va condito con poco olio e una spolverata di parmigiano e accompagnato da un’insalata verde».

E rimandiamo il momento della frutta a metà pomeriggio, ricordando che quella acida (arance, kiwi…) non va mescolata con quella zuccherina (pera, uva…). Ovvero, la macedonia è sì gustosa, ma non lamentiamoci poi se fatichiamo a digerire.

LE CATTIVE COMBINAZIONI

  • Frutta acida con altri tipi di frutta
  • Verdure e ortaggi con la frutta
  • Pomodori con latte e formaggi
  • Carni, pesci e uova combinati tra di loro o con la frutta
  • Il latte con le proteine e la frutta
  • I legumi con pesce, uova, latte e formaggi
  • I cereali con le patate
  • I semi oleosi con gli alimenti proteici e i grassi
  • Grassi con proteine
  • Meno calorie con il monopiatto

Vediamo nel dettaglio un pasto tipico pluriportata a confronto con un monopiatto.

Di Fulvia Degl’Innocenti
In collaborazione con Agostino Gazzurelli, naturopata ed esperto di alimentazione